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Fastweb, truffa set-top box: chiedere il rimborso

Fastweb, truffa set-top box: chiedere il rimborso

Il postino suona sempre due volte. Lo avrà fatto anche il corriere della Tnt che lo scorso 14 luglio ha (o meglio, “avrebbe”) consegnato a casa di un nostro lettore un pacco di Fastweb? Si potrebbe pensare di no, a sentire il racconto che della vicenda ci ha fatto il signor Roberto, che oggi ancora non ha l’accessorio ordinato, ma lo paga.

La storia inizia a luglio, quando il lettore chiama il call center di Fastweb per richiedere un LG TV STB ST600, un set-top box che consente di riprodurre file multimediali (foto, film, musica) e di accedere al web tramite il “vecchio” televisore (quelli nuovi hanno già incorporate queste funzionalità).

Il costo è di 4 euro al mese, fatturati in bolletta per 36 mesi alla fine dei quali l’accessorio rimarrà al cliente.

L’operatore contattato garantisce la consegna gratuita entro una settimana dall’ordine. “Bene”, dice il nostro signor Roberto, “ma posso riceverlo a un indirizzo diverso da quello di casa?”.

Sono i giorni a ridosso della partenza per le vacanze e c’è il rischio che in casa non si trovi nessuno al momento della consegna. La risposta, però, è negativa: l’operatore, infatti, esclude che il box possa essere consegnato in luogo diverso dall’abitazione.

Il perché, non è dato sapere.

E tuttavia la rassicurazione è che, in caso di assenza sua o di altra persona addetta al ritiro, il cliente (il signor Roberto) sarà avvertito telefonicamente e nella cassetta delle lettere troverà l’avviso con l’indicazione del luogo in cui potrà ritirare il pacco col set-top. Non è il massimo, ma tant’è… L’ordine viene acquisito e inizia l’attesa.

Trascorrono non una, ma due settimane, e ancora non c’è traccia del box, né di eventuali avvisi per il ritiro.

Il signor Roberto richiama Fastweb e scopre che l’accessorio “risulta” consegnato nei tempi stabiliti, con tanto di sua firma sulla ricevuta di ricezione della merce, che gli viene subito inviata in copia.

Peccato che quella non è la “sua” firma: con grafia incerta e a caratteri stampatello è riprodotto malamente solo il suo cognome. Qualcuno, dunque, ha firmato al suo posto e si è appropriato del box LG, ma per Fastweb la consegna è avvenuta correttamente, tanto che nella prossima bolletta gli saranno addebitati i 4 euro per l’accessorio.

Unica via d’uscita: disconoscere la firma.

Il nostro lettore deve denunciare la contraffazione, e il furto, alla polizia postale e poi inviare tutta la documentazione a Fastweb.

A quel punto, ci spiega il gestore di telefonia, per il signor Roberto (e per chiunque dovesse trovarsi in condizioni simili) scattano automaticamente il rimborso di quanto pagato e la chiusura del contratto.

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In seguito alla pubblicazione dell’articolo, siamo stati contattati da Alessia Ambrosio social media manager di FASTWEB, che si è dimostrata disponibilissima a risolvere il problema del cliente.

Noi di promozione-adsl.it consigliamo pertanto al signor Roberto di mettersi in contatto con lei tramite indirizzo email che eventualmente le forniremo.

Lo staff.
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Fastweb, truffa set-top box: chiedere il rimborso

2 Commenti

  1. Alessia di FASTWEB

    Gentilissimo Signor Roberto,
    per prima cosa mi scuso, a nome di FASTWEB, per quanto accaduto. Il servizio clienti Fastweb conscio del disagio arrecatole si rende disponibile a verificare e risolvere rapidamente il disguido, anche rinviando immediatamente un nuovo decoder.
    Tramite gli administrator di questa testata ho provato a richiederle i suoi dati al fine di garantirle il massimo supporto: mi è stato riferito che preferisce non fornirli volendo attivare tempestivamente le vie legali. Nel pieno rispetto della sua scelta le ribadisco che sono a sua disposizione e nel caso, ci dovesse ripensare, potrà sempre chiedere agli administrator di metterla in contatto con me e quindi con il Servizio Clienti FASTWEB.
    Le auguro una buona giornata
    Alessia di FASTWEB

  2. La storia inizia a gennaio 2013, quando il lettore chiama il call center di sky/Fastweb per richiedere il modem , un modem che consente di accedere al web tramite “wifi”.

    Vengo contatto da uno operatore che garantisce la consegna gratuita entro una settimana dall’ordine. “Bene”, dice il nostro signor Augusto R. N..

    Sono stato ricontato dopo 15 giorni, dopo avere richiamato un paio di volte e mi dicono che la consegna vera effutuata tra 5 giorni e c’è il rischio che in casa non si trovi nessuno al momento della consegna. Lascio comunque mia ragazza tutto giorno a casa, ma niente consegna. allora richiamo e la risposta, però, è negativa: l’operatore, infatti, esclude che il modem possa essere consegnato in luogo diverso dall’abitazione.

    E tuttavia la rassicurazione è che, in caso di assenza sua o di altra persona addetta al ritiro, il cliente (il signor Augusto) sarà avvertito telefonicamente e nella cassetta delle lettere troverà l’avviso con l’indicazione del luogo in cui potrà ritirare il pacco. Non è il massimo, ma tant’è… L’ordine viene acquisito e inizia l’attesa.

    Trascorrono una settimane, e ancora non c’è traccia del modem, né di eventuali avvisi per il ritiro.

    Il signor Augusto richiama Fastweb e scopre che l’accessorio “risulta” consegnato nei tempi stabiliti.

    Peccato che il signor Augusto continua a pagare per un servizio che non possa usufruire!

    Unica via d’uscita offerta da fastweb: disconoscere la firma.

    Il nostro lettore deve denunciare la contraffazione, e il furto, alla polizia postale e poi inviare tutta la documentazione a Fastweb.

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