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Vodafone e Telecom: le politiche pubblicitarie

Vodafone e Telecom: le politiche pubblicitarie

Format pubblicitari, fra tradizione e innovazione per Telecom e Vodafone.Le «telcos », le compagnie telefoniche, che sono fra i big spender pubblicitari d’Italia, hanno recentemente rinnovato la loro comunicazione di maggiore impatto, quella televisiva.

Ciò che resta è senz’altro la formula seriale: un contenitore di chiara e immediata riconoscibilità dentro cui stanno i messaggi che, di volta in volta, si decide di presentare.

Il format Vodafone conferma i suoi protagonisti principali, la coppia Francesco Totti e Ilary Blasi, ma introduce un elemento visivo che funziona da collante.

Si tratta della poltrona rossa, in stile sala cinematografica, che campeggia nei posti più strani e impensati: i nostri navigano placidamente su una barchetta in mezzo a un lago, adagiati comodamente sulla poltrona; poi li vediamo a un Luna park, in palestra, per strada, al parco…

Il senso è manifestato, con la solita espressione d’ingenua furbizia, da Francesco Totti: «Bello sentirsi a proprio agio…». «Se vuoi sentirti a tuo agio… dice la voce fuori campo, per te, noi, ci siamo sempre… ».

Insomma, la «customer care» resa visibile e quasi tangibile. Contribuisce a rendere unitaria e riconoscibile la comunicazione la popolare hit «Hello» di Martin Solveig & Dragonette.

Qualche mutamento più consistente nella politica pubblicitaria di Tim Telecom Alice.

Resta, anche qui, un format fortemente connotato, ma cambiano i protagonisti. Non ci allontaniamo molto, però, dallo stile un po’ «cinepanettonesco», qui declinato su canoni di «A spasso nel tempo» (o, volendo trovare un modello più alto, di «Non ci resta che piangere »).

L’idea è l’anacronismo: un Leonardo da Vinci (interpretato da Neri Marcoré con immancabile barba bianca, e affiancato dalla modella Bianca Balti, nei panni di Monna Lisa) che inventa la catapulta o prova a far volare un poveretto (Marco Marzocca), ma che al contempo naviga in mobilità su Internet e usa YouTube.

Liquidati Christian De Sica e Belen Rodriguez, il tentativo è di inserirsi nel filone aureo delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, recuperando, in tono scherzoso, i grandi personaggi del nostro passato.

Il rischio, in entrambi i casi, è che testimonial e racconto sovrastino, per dire così, il prodotto comunicato.

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